Quali sono i tabù da sfatare sulla carne di manzo?

La sana alimentazione è uno dei temi più dibattuti dei nostri giorni. Mentre vanno via via diffondendosi diete e stili di vita di ogni tipo, all’interno del dibattito la carne rossa occupa un posto di primo piano. Ad esempio: la carne fa male? Quanta ne andrebbe consumata? È vero che è fonte di colestero? Per spazzare via qualche dubbio, facciamo insieme un po’ di chiarezza.

La carne rossa fa male?

No, a patto che sia consumata in modo oculato, privilegiando quella proveniente da allevamenti selezionati e all’aperto, come quello di Casa Serra. Il consumo va definito in base alle condizioni individuali di salute e alla necessità, ad esempio, di ferro e vitamina B12 difficili da reperire e assimilare dagli alimenti di origine vegetale.

La carne allevata al pascolo è più salutare?

Vero: la carne di animali allevati al pascolo e che si nutrono di erba contiene meno grassi e colesterolo, per lo più a livello intramuscolare, che la rendono maggiormente saporita.

Escludere la carne rossa dalla dieta abbassa i rischi per la salute?

No: un moderato consumo di carne è previsto dalla dieta mediterranea, considerata la più efficace per migliorare la qualità della vita e prevenire le principali patologie. Le proprietà nutritive della carne sono uniche nel loro genere: contiene proteine nobili, vitamine (tra cui la B12) e ferro altamente disponibile. Inoltre, è un alimento ad alta efficienza nutrizionale: a parità di nutrienti, apporta meno calorie rispetto ad altri, riducendo il rischio di sovrappeso.

La carne ha un costo ambientale troppo alto?

La filiera della carne in Italia è estremamente efficiente e virtuosa: evidenze scientifiche mostrano che l’impatto sull’ambiente della produzione di carne, se calcolato sulla base della frequenza di consumo secondo le raccomandazioni, è allineato con quello di altri alimenti. L’importante è scegliere carne italiana proveniente da allevamenti non intensivi, come quello di Casa Serra.

La carne rossa fa venire il cancro?

Come riporta il portale dell’Istituto Superiore della Sanità, “non vi è evidenza scientifica che la carne rossa non lavorata, assunta nelle giuste quantità e nell’ambito di una dieta variata, sia un agente cancerogeno certo. Per alcune categorie come i bambini e le donne in gravidanza costituisce un alimento molto importante per fornire i nutrienti necessari come il ferro e la vitamina B12”.